22 dicembre 2004 16° 53' N Vento Copertura Velocità Velatura
III° giorno di preparazione 024° 59' W 15 NE 7/8 - pioggia   In porto a Mindelo






Domani si parte! Oggi è stata una lunga giornata, ma siamo ormai quasi pronti. I preparativi si sono avvicendati a ritmo frenetico per tutto il giorno e i vari pezzi si stanno incastrando uno alla volta. E’ tutto il giorno che arrivano provviste, vengono lavate, separate, riorganizzate e stivate in ogni buco possibile e immaginabile. Vengono aperti stipetti e gavoni e immediatamente riempiti con provviste, acqua e generi vari.





Ad alzare i pagliolati, non vedi il fondo della barca, ma solo una distesa di scatole e lattine. La catena dell’ancora è stata staccata e portata in una sentina al centro della barca. Al suo posto nel gavone di prua, sono stati stivati barilotti di acqua che verranno presto bevuti alleggerendoci la prua. Abbiamo montato i gradini sull’albero, e adesso è molto più facile arrivare in testa d’albero. Controllando l'antenna per le comunicazioni in SSB ho trovato uno dei due bracci del dipolo scollegato. Risolto l'arcano sul perché nella crociera precedente c'erano difficoltà a comunicare!




Comunque oggi abbiamo deciso di montare una seconda antenna specifica per i 20 m., cioè per la frequenza che si utilizza per i collegamenti lontani, con casa e con le altre barche. Monterò una filare da 5 metri tra il castello di poppa e la testa d’albero, ma tesa con dei sagolini in maniera da essere il più possibile lontana dai paterazzi. L’unica difficoltà sta nel trovare del cavo coassiale da 50 Ohm qui a Mindelo. Non dimentichiamo che siamo pur sempre nell’Africa equatoriale. Nonostante queste piccole difficoltà da europeo viziato, questo è un paese che mi ha colpito moltissimo.



Non credevo, ma è stata una rivelazione. La gente è sempre allegra, ride, e balla in continuazione. Ma non è solo un aspetto esteriore, le persone sono proprio allegre nell’anima, lo hanno scritto nei geni.

Le ragazze e i ragazzi ti sorridono in strada semplicemente perché sei uno straniero. Per me è difficile comunicare perché qui si parla il portoghese, e siccome i turisti sono tutti ammassati nell'isola di Sal dove c'è l'aeroporto, qui a Sao Vincente chi parla inglese è quasi una rarità.

Ci sono tanti occidentali ma è tutta gente di mare che si ferma per fare acqua e cambusa prima di affrontare il grande salto. Scende dalla barca giusto il tempo per i suoi acquisti o per bere una birra al “Clube Nautico”, una bettola malfamata di fronte al porto, ma non girovaga per la città con aria beota a comprare ricordini fatti a Taiwan.

E così ti immergi in questa atmosfera allegra e spensierata, e mentre ascolti la musica locale parli con altra gente che arriva da tutto il continente europeo e che ha il tuo stesso obbiettivo; attraversare l'oceano e arrivare ai Caraibi. E quindi parli di barche, di attrezzatura, di vita di bordo con francesi, spagnoli, greci e anche inglesi e norvegesi. E scopri che hai sempre da imparare cose nuove, e che chiacchierare con gente che ha spessore ti arricchisce sempre.







E' buffo vivere questa “transumanza”, questa migrazione che ci spinge tutti quanti verso ovest, verso uno dei luoghi simbolo del navigare. Ci si sente un po’ pinguini, che quando il primo si butta in acqua, tutti gli altri lo seguono. E anche noi domani ci muoveremo e cominceremo la nostra migrazione.