31 dicembre 2004 Vento Mare Velocità Velatura
IX° giorno di navigazione vario e mutevole Quasi calmo 7 Kn randa + genoa / spi / motore
Dopo la riparazione all’asta di comando del timone a vento fatta ieri, oggi il funzionamento sembra regolare. Questo autopilota, il famoso pendolino, è sicuramente geniale. E’ completamente meccanico e quindi non ha bisogno di elettricità a bordo, è sensibile, ed è montato sulle barche dei navigatori di mezzo mondo. Viene decantato come la soluzione ultima per chi vuole navigare per lunghe percorrenze, ma perché quello che abbiamo noi è sempre rotto?
La cosa più facile è che si storti l’asta di comando, che è chiaramente sottodimensionata, ma pure che si smollino viti varie con perdita delle tarature, o che piccole tolleranze ne inficino l’efficienza.

Comunque. Stamattina abbiamo issato lo spi e quindi il problema non si pone in quanto con il “pallone” bisogna rigorosamente governare a mano. Sarà faticoso, ma in cambio corriamo a 8-9 nodi, e dopo i giorni poco produttivi appena passati, questa cavalcata è particolarmente gratificante.
Alle 13.00 il vento sparisce. Tutto intorno a noi ci sono enormi cumuli neri con la parte alta a incudine. Sotto di essi nere colonne d’acqua minacciano la nostra rotta. Velocemente viene preparata la barca, alle battagliole vengono stesi i panni che si erano impregnati di acqua di mare, lo spi viene ammainato, viene acceso il motore (per la prima volta dalla partenza) e via a tutta birra verso il cumulo più vicino. In pochi minuti ci siamo finiti dentro, e tutti nudi abbiamo fatto la doccia sul ponte. La pioggia era forte, e noi ci insaponavamo, e dopo passavamo sotto la varea del boma da cui usciva una allegra cascatella di acqua piovana. Dopo 10 minuti il gioco è finito, ma finalmente eravamo puliti e lustri, e non puzzavamo più come caproni.
Il pomeriggio è passato tranquillamente preparandoci per il cenone di capodanno. Chi si sbarbava, chi tira fuori magliette pulite e chi, come Franco, si dedica alla preparazione della cena. Siccome a Natale non abbiamo festeggiato a causa dei malati, per Capodanno dobbiamo rifarci. E quindi il menu è: aperitivo: caipiroska, pasto: zampone con le lenticchie, dolce: panettone, papaya candita e spumante Ferrari. Quando per radio abbiamo divulgato il nostro menu, parecchie altre barche hanno pensato di variare la rotta e venire a farci una visita di cortesia. L’unica nota stonata è la presenza del motore, ncessario sia per la propulsione, visto che il vento latita ancora, sia per la ricarica delle batterie che erano proprio a zero. Per fortuna alle 5 torna il vento quindi si spegne e via di nuovo a vela con una bella andatura con randa piena e genoa.
Tavola apparecchiata, pane in tavola, pietanze fumanti sul fornello, tutto è pronto per il cenone di Capodanno.Siamo belli e puliti, ognuno con magliette e pantaloni “della festa” quando all’improvviso ci arriva da poppa un bel groppo, di quelli neri neri carichi d’acqua e di vento. Subito fuori, sposta genoa a sinistra, via di bolina stretta, giù la randa, rizza tutto in sicurezza, e possiamo tornare al nostro cenone, ma ahimè ormai siamo fradici e i nostri vestiti della festa sono quasi comici. Ma la tavola carica di leccornie ci fa dimenticare presto questo scherzo di Nettuno e ormai quello che ci importa è di metterci a tavola.
Buon appetito e buon anno !